Vito Zaza – Dal silenzio al mistero, Viaggio nelle maternità violate

“Vito Zaza, dal Silenzio al Mistero. Viaggio nelle maternità violate” è il titolo della mostra temporanea promossa dal Museo diocesano. Composta di tre sezioni: l’esposizione permanente delle sale Zaza dedicate a Mara e Diana con opere degli anni ’80 e ’90; i “Frammenti” ed i “Reperti”, serie di grafiche colorate che ripercorrono il vissuto, a volte doloroso, ma ricco di speranza e di bellezza incomparabile; il “Silenzio”, ovvero le 20 terracotte a indirizzo sociale. Zaza aveva immaginato ogni aspetto di questa mostra, suo lascito al futuro, quasi consapevole di non poter essere in grado di vederla realizzata, ma per la quale aveva già suggerito, insieme ai suoi più stretti collaboratori e amici, il titolo da adottare: il silenzio, perché quella è la voce di Dio, ma anche, nel suo essere un progetto umanitario, il dover dar voce a chi una voce non ce l’ha, a chi sta in silenzio, ma in quel silenzio urla.

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L’arte ha il compito e il dovere di denunciare, di fare vomitare, l’arte è colei che si deve avventare alla gola, che deve sferzare e che deve avere la forza di scuotere le coscienze. Queste devono essere le mie maternità. Queste cose devono essere le mie maternità, un urlo spaventoso e drammatico e al tempo stesso un omaggio al coraggio di questa donna.

— Vito Zaza
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L’esposizione si è svolta nei nuovi ambienti del Museo diocesano di Molfetta, recentemente acquisiti alla struttura museale diocesana e già oggetto di pregevoli iniziative nei mesi scorsi, ed è stata promossa dalla ati “Arte in Arte” di cui la FeArT società cooperativa è capogruppo e coordinatrice dei servizi, con il contributo critico della prof.ssa Anna D’Elia, già docente presso l’Accademia di Belle Arti di Bari.

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Ad impreziosire l’esposizione delle opere di Zaza i contributi artistici di Roberto Lusito, fotografo molfettese di grande sensibilità, e di Enzo Quarto, giornalista e volto noto della televisione regionale, autore dei testi poetici pensati per guidare lo spettatore alla fruizione delle opere.